Nuovo governo, vecchie (brutte) abitudini

Il nuovo governo targato BCE ha appena prestato giuramento e prima ancora di ottenere la fiducia delle camere mostra già la continuità della non-politica col vecchio governo; Il novello pentapartito di Palazzo Chigi, perdura con la cattiva politica  che traspare non soltanto nell’agire politico e decisionale, ma anche nel modus operandi del vecchio esecutivo, con decisioni, atti, ordini e contrordini comunicati agli interessati in zona Cesarini; vale a dire avvisare gli interessati, gli italiani, gli operatori turistici e i lavoratori troppo tardi.
E così anche adesso ci risiamo.
A poche ore dalla apertura degli impianti sciistici, il ministro Speranza, (nomen omen) non fa altro che avallare, da mero burocrate, le richieste del comitato tecnico scientifico che con Ricciardi chiede di assurda chiusura degli impianti sciistici. Anzi Ricciardi va oltre chiedendo un ulteriore lockdown totale.
Vedremo nelle prossime settimane se sarà la politica a pretendere le dovute scelte o come purtroppo prevediamo saranno i burocrati e tecnici del CTS a ordinare alla politica il da farsi, e questa in modo mesto avvallerà quanto proposto.

Nota dolente, quasi tragicomica, è la prese di posizione di esponenti della Lega e di Forza Italia. Alcuni rappresentanti e Governatori, in primis il governatore del Piemonte Cirio, e Zaia in Veneto si stanno lamentando, giustamente, di una decisione presa dal “loro” governo. Risponde loro Matteo Salvini, quasi dimentico del fatto che da oggi è anche lui al governo del pentapartito a guida Draghi con una posizione affine a quella del Partito Democratico e del Movimento cinque stelle, chiedendo chiarimenti al suo stesso Governo e proponendo ristori per ristoratori e operatori turistici. Gli stessi ristori che fino a venerdì scorso lui stesso aveva condannato adesso tornano ad essere la panacea dei mali governativi. Gli stessi operatori turistici e ristoratori che erano stati il suo scudo politico ed elettorale sembrano essere adesso la palla al piede del Matteo Salvini che dal papete è passato al pentapartito in salsa Draghi.